Il Napoli torna fra le migliori otto di Coppa Italia dopo cinque anni, superando il Cagliari ai rigori grazie alle parate di Milinkovic-Savic e al penalty decisivo di Buongiorno. Un successo sofferto, arrivato dopo una battaglia di 120 minuti e una serie infinita dal dischetto.

Una qualificazione strappata con i denti
Il Napoli passa ai quarti al termine di una serata che sembra non finire mai. Prima il vantaggio firmato Lorenzo Lucca, bravo a colpire di testa nel primo tempo; poi il calo nella ripresa che permette al Cagliari di rimettersi in carreggiata con Esposito, freddo nello sfruttare un pallone vagante nato da un errore di McTominay.
Nel finale dei tempi regolamentari è il Cagliari a crescere: l’ingresso dei titolari ribalta l’inerzia e costringe Conte a rispondere mettendo in campo tutti i suoi uomini offensivi. A salvare il Napoli è Caprile, autore di due interventi fondamentali che tengono in piedi l’1-1.
La serie dei rigori diventa interminabile. Segnano tutti fino agli errori di Felici e David Neres. Poi tocca a Luvumbo, che calcia debole e poco angolato: Milinkovic-Savic blocca e si prende la scena. Il tiro decisivo è di Buongiorno, che spiazza Caprile e fa esplodere il Maradona.
Adesso il Napoli aspetta la vincente di Fiorentina–Como, con la convinzione di aver ritrovato carattere e sangue freddo nei momenti più pesanti.