La Champions League del Napoli si chiude nel modo più amaro. Al Maradona passa il Chelsea 3-2, al termine di una gara combattuta, generosa e ricca di rimpianti per la squadra di Antonio Conte, che sfiora l’impresa ma paga un secondo tempo in cui i Blues alzano il ritmo e colpiscono con cinismo.
Rimonta illusoria, poi Joao Pedro spegne il sogno azzurro
La partita si apre con un Napoli coraggioso ma subito messo alla prova dalla qualità del Chelsea. I Blues partono meglio e trovano il vantaggio su calcio di rigore, trasformato con freddezza da Enzo Fernández, che gela il Maradona. Lo svantaggio però non spegne la reazione degli azzurri, anzi: la squadra di Conte cresce con il passare dei minuti, aumenta l’intensità e trova il pareggio grazie a Antonio Vergara, autore di una conclusione splendida che conferma il suo momento positivo.
Il Napoli prende fiducia e prima dell’intervallo completa la rimonta con Rasmus Højlund, bravo ad attaccare la profondità e a battere il portiere avversario, mandando gli azzurri al riposo avanti 2-1 e con la qualificazione momentaneamente in tasca.
Nella ripresa, però, il copione cambia. Il Chelsea alza il baricentro, accelera la manovra e costringe il Napoli a difendersi più basso. A fare la differenza è Joao Pedro, che prima trova il 2-2 con una conclusione potente da fuori area e poi, a meno di dieci minuti dal termine, firma il sorpasso definitivo con un diagonale preciso che spezza le gambe agli azzurri.
Il finale è tutto di cuore per il Napoli, ma senza occasioni realmente nitide per riaprire la partita. Il triplice fischio sancisce una eliminazione dolorosa, maturata per un solo punto in classifica.
Gli azzurri chiudono la fase campionato al 30° posto, fuori dai playoff, mentre il Chelsea vola direttamente agli ottavi di finale. Resta l’amarezza per una qualificazione che era alla portata e che non avrebbe dovuto dipendere dallo scontro diretto con i Blues.
Nel bilancio della serata spicca ancora una volta Antonio Vergara, classe 2003, una delle pochissime note liete in un periodo complicato. Per Conte, invece, arriva l’ennesima eliminazione europea: la quarta tra fase a gironi e fase campionato nelle sue esperienze da allenatore, confermando le difficoltà nel gestire più competizioni contemporaneamente.